Negli anni Cinquanta, un giovane di Pittsburgh di nome Andy Warhol si guadagnava da vivere illustrando pubblicità a New York. Ma il suo genio visionario lo spinse oltre: iniziò a trasformare lattine di zuppa Campbell e bottiglie di Coca-Cola in icone rivoluzionarie. Pur non essendo il pioniere della Pop Art, Warhol ne divenne il volto indiscusso, fondendo arte e cultura di massa in un mix esplosivo che catturò lo spirito ribelle di un'epoca.
Dai vestiti Union Jack indossati dalla modella Twiggy alla seducente poltrona a forma di sfera di Eero Aarnio, l'estetica Pop invase ogni aspetto della vita quotidiana. Non solo specchio della società dei consumi, ma motore stesso della sua evoluzione, questo movimento trasformò gli oggetti banali in simboli di libertà creativa. Come avrebbe sottolineato Warhol con maliziosa ironia, l'arte e il popolare finirono per fondersi in un unico linguaggio universale.
Oltre la prima ondata degli anni Sessanta, lo spirito Pop continua a rigenerarsi. Designer e artisti contemporanei ne rielaborano i codici attraverso smartphone dai colori acidi e piattaforme digitali, dove Instagram e TikTok ereditano il ruolo che un tempo ebbero i manifesti pubblicitari e il cinema hollywoodiano.
Dopo il successo della collana Travel, Assouline presenta la serie Style: un viaggio tra i movimenti artistici che hanno scolpito il nostro immaginario. Questo volume esplosivo, attraverso immagini selezionate da decenni diversi, celebra sessant'anni di contaminazioni tra arte e società, dimostrando come lo
Pop Art Style
continui a pulsare nel cuore della cultura contemporanea.